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L’impronta ecologica
Il tema centrale per il nostro presente e futuro è come riuscire a fare in modo
che gli oltre 6 miliardi di esseri umani possano vivere tutti in maniera dignitosa
ed equa senza compromettere i sistemi naturali.
Che cos’è l’impronta ecologica?
L’impronta ecologica è un indicatore aggregato e sintetico che rappresenta
un rapporto tra stili di vita e risorse necessarie. Un indicatore concettualmente
semplice e ad elevato contenuto comunicativo che si traduce in una misurazione di
facile comprensione: l’area (espressa in ettari/procapite) di superficie naturale
produttiva utilizzati per soddisfare i nostri consumi e per assorbire i nostri rifiuti.
L’impronta ecologica é considerata ormai un ottimo indicatore della sostenibilità
dei consumi di una certa popolazione.
Consumi
Il punto di partenza per il calcolo dell’impronta ecologica è la stima di
comportamenti diversi, divisi in cinque categorie: alimenti, trasporti, abitazioni,
beni di consumo, servizi. Ogni sezione comporta un’impronta ecologica: il
terreno necessario per produrre l’energia in forme sostenibili (ad esempio
lo spazio per l'invaso di una centrale termoelettrica o la superficie boscata per
l’assorbimento dell'anidride carbonica), la terra coltivata per produrre gli
alimenti, i terreni a pascolo per fornire i prodotti animali, il terreno forestale
per produrre legname e carta o il territorio necessario per ospitare infrastrutture
edilizie.
Scenario internazionale
Nel 2003 l’impronta ecologica era di 14,1 miliardi di ettari globali, o di
2,2 ettari globali per persona (un ettaro globale è un ettaro con la capacità media
mondiale di produrre risorse e di assorbire i rifiuti). Sempre nello stesso anno
la disponibilità totale di area produttiva, o biocapacità, era di 11,2 ettari globali
o 1,8 ettari globali per persona. Questo significa che la domanda ha superato l’offerta
di circa il 25%.
Figura 1 - L'impronta ecologica dei principali paesi consumatori (con impronta ecologica
superiore alla media mondiale)
La situazione italiana
L’Italia presenta un’impronta ecologica pari a 4,2 ettari a persona
a fronte di una sua capacità biologica di 1,0 ettari per persona. Ciò significa
che il territorio Italiano non è sufficiente a soddisfare l’attuale consumo
di risorse dei suoi cittadini. C'è quindi un deficit ecologico di 3,2 ettari per
persona. In altre parole per mantenere la nostra popolazione agli attuali livelli
di consumo ci servirebbero più di tre Italie.
Figura 2 - Trend dell'impronta ecologica suddivisa per i diversi componenti
Figura 3 - Rapporto tra impronta ecologica e biocapacità , ovvero tra i consumi
e le risorse disponibili (Fonte:Living Placet Report 2006)
Il software di calcolo
Il foglio di calcolo proposto in questo sito – in una versione semplificata
per facilitarne l'uso da parte dei singoli cittadini - permette di calcolare una
parte rilevante dell'impronta ecologica personale. Il lavoro è stato realizzato
considerando le voci più comuni, di più facile determinazione, che generalmente
forniscono il contributo principale all'impronta ecologica. La scelta di semplificare,
magari rinunciando a qualche voce, deriva dalla necessità di proporre uno strumento
agevole, utile per cogliere l’essenza del metodo dell’impronta ecologica,
riferendosi alla parte principale dei nostri consumi.
Metodologia
Il calcolo dell'impronta avviene moltiplicando i valori dei consumi inseriti nella
colonna "C" del foglio di calcolo con i coefficienti indicati nel foglio
"Fonti", derivanti da studi condotti dagli autori dell'impronta ecologica
basandosi su dati statistici italiani. A questo punto nel foglio Grafici viene visualizzato
automaticamente il grafico dei singoli contributi dei nostri consumi alla nostra
impronta, mentre nel foglio Confronti la tua impronta viene confrontata con altre.
Fonti
- CALCOLA L'IMPRONTA ECOLOGICA DEL TUO CONTESTO LOCALE Foglio di calcolo sviluppato
dal centro di ricerche "Best Foot Forward" per il progetto Indicatori
Comuni Europei
- Household Ecological Footprint Calculator, © Redefining Progress, v 3.2, Feb 2003,
Produced by Mathis Wackernagel, Chad Monfreda, Diana Deumling, and Ritik Dholakia
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