
Le potenzialità turistiche di un monumento medievale unico e di un paesaggio storico
e naturale straordinario sono ancora tutte da scoprire: Candelo è uno di quei luoghi
che entrano nei cuori di viaggiatori, uno di quei mondi a due passi da casa che
paiono distanti nel tempo e nello spazio, ma che una volta scoperti non si abbandonano
più. Una rete di itinerari da percorrere a piedi o in bici attorno al celebre ricetto,
il monumento più importante dell’area, ma anche nella baraggia, un ambiente
particolare che ricorda le savane africane.
Il comune dIl comune di Candelo si trova nella provincia di Biella e conta 8050 abitanti
(Candelesi). La Città di Candelo è sempre la porta d’ingresso privilegiata per
il turismo sostenibile e d’eccellenza del territorio, grazie a patrimoni di
indubitabile valore culturale e turistico: un
Ricetto medievale,
borgo fortificato unicum in Piemonte e in Italia sorto per iniziativa popolare a
cavallo tra XIII e XIV secolo, e la
Baraggia, distesa
pianeggiante, punteggiata da boschetti di castagni e alberi secolari,
considerata una sorta di
savana piemontese, dove sono possibili escusioni
a piedi, in bicicletta, a cavallo…
Proprio per la presenza del borgo fortificato medievale, Candelo ha ottenuto
importantissime certificazioni di valore nazionale e internazionale: dal 2002 fa
parte del Club dei
Borghi più belli d’Italia certificato dall’ANCI; dal
2007 su Candelo sventola la
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano;
inoltre dal 2008 fa parte delle
Gemme del Piemonte, circuito
turistico-culturale regionale che promuove e valorizza Candelo e altri comuni
d’eccellenza della Regione Piemonte.
Ma Candelo è anche una realtà che, oltre al turismo, punta sulla sostenibilità
ambientale. La raccolta differenziata si è attestata nel 2006 a quota 33,57%,
mentre l’acqua distribuita dalla rete idrica non ha bisogno di essere
potabilizzata perché viene prelevata direttamente nella falda del torrente
Cervo. Gli strati di argilla alternati a depositi alluvionali che sovrastano la
falda, ne garantiscono la protezione da possibili contaminazioni di origine
antropica. mbientale, come quello del
Centro Documentazione Ricetti del Piemonte, che si candida a diventare un laboratorio
di ricerca e progettazione dei ricetti del Piemonte, così come l'ecomuseo della
vitivinicoltura, dove si possono ripercorre gesti e pratiche della memoria rurale
del territorio. Un percorso che si completa in un’altra struttura, quella
dell’Eco Castagneto didattico, dove è stata allestita una stanza didattica
dedicata al ceduo (coltura da legno) di castagno.
Per scoprire il territorio e le sue eccellenze si possono scegliere 3 itinerari
attrezzati. Quello rosso, che riguarda il vino e si sviluppa lungo le "antiche
trattorie e osterie", l’itinerario azzurro, che sviluppa i temi storici
e artistici collegati dal sentimento religioso e quello verde, infine, che chiude
il circuito con una passeggiata tra punti panoramici e didattici.