
Paese di pietra in perfetta armonia con il territorio di Langa, il Comune di Neive
ha ricevuto la bandiera arancione del Touring, un marchio di qualità che certifica
le piccole località in base a rigorosi criteri turistici e ambientali.
Un centro storico omogeneo dal punto di vista architettonico, con il 75% delle strutture
alberghiere integrato negli elementi storici del territorio, la tradizione millenaria
nella produzione di vino, l’oro rosso di questa regione, e una cultura ambientale
che ha portato ai vertici delle classifiche sulla raccolta differenziata, quotata
oggi al 39 %. Sono questi i requisiti che hanno contribuito a rendere Neive uno
dei “ Borghi più belli d’Italia”.
Il Comune di Neive si trova al centro della strada Romantica di Langa, il più articolato
con i suoi 100 chilometri dei percorsi per scoprire questa terra affascinante. Un
territorio che custodisce tradizioni antiche, come quella della leggendaria Donna
Selvatica. Un’immagine che riconcialiava nella figura femminile il conflitto
tra uomo e natura. Riavvicinamento al confine con la mitologia e reso poi celebre
oltre ai confini delle Langhe dalle etichette disegnate dal grappaiolo di Neive
Romano Levi. Ora il comune di Neive dedica alla Donna Selvatica un intero museo
per raccontarne la storia. Si tratta di un’esperienza pilota che coniuga la
studio antropologico, la storia l’arte e l’artigianato di questa regione
delle Langhe.
Neive ospita anche un’area protetta (ZPS – Zona di Protezione Speciale)
sulle rive del fiume Tanaro, dove si sono sviluppati una serie di stagni in cui
si possono ammirare i cormorani, il raro picchio rosso e le ghiandaie. L’area
umida è una meta frequentata dagli appassionati di birdwatching. Il periodo migliore
per osservarli è durante la nidificazione e la riproduzione, cioè da inizio marzo
a fine luglio.
A settembre, invece, è ora di vendemmia. Neive, ha poco più di tremila abitanti
e circa 722 ettari a vite, di cui 253 coltivati a nebbiolo delle varietà Michet,
Lampia e Rosé. Il Comune fa parte anche della DOCG del Barbaresco (che può contare
solo su 500 ettari in tutto), del Barbera d’Alba, del Dolcetto di Alba e del
Moscato di Asti.