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Riqualificazione paesaggistico-ambientale dell'area a nord del Ricetto

Superficie di territorio interessata: circa 9 ettari a nord dell’abitato di Candelo.
Ai fini progettuali l’area individuata è stata suddivisa in tre zone:

1.    le pertinenze a verde del Ricetto, ossia le aiuole e le scarpate che circondano la struttura medioevale;
2.    l’area a prato ad est del Ricetto stesso;
3.    le aree boscate a nord della Roggia Marchesa.

Obiettivo del progetto: individuare gli interventi di riqualificazione per migliorare la fruizione degli aspetti naturalistici e paesaggistici dell’area. In quest’ambito, il Ricetto è considerato elemento che più di altri, in assoluto, caratterizza l’intera comunità candelese e che si riflette sul territorio.

La vegetazione naturale potenziale è costituita dal querceto e da boschi misti di latifoglie eliofile, dominato dalla Farnia (Quercus robur) con Frassino maggiore (Fraxinus excelsior) e Carpino bianco (Carpinus betulus) cui si accompagnano, lungo i corsi d’acqua, l’Ontano nero (Alnus glutinosa), il Pioppo bianco (Populus alba) e Salici (Salix spp.). L’antropizzazione ha determinato la scomparsa quasi totale degli elementi naturali sotto la spinta dell’agricoltura intensiva basata principalmente sui seminativi e sulla coltivazione dei prati stabili. Attualmente, i boschi sono costituiti in prevalenza da Robinia con sporadica presenza di Farnia, Frassino maggiore, Salicone (Salix caprea) ed alcune specie esotiche impiantate come lo Strobo dell’Himalaya (Pinus excelsa) e la Quercia rossa (Quercus rubra). Il sottobosco è costituito da Nocciolo (Corylus avellana) e Sambuco (Sambucus nigra), Felci (Pteridium aquilinum) e specie esotiche quali l’Uva turca (Phytolacca americana). Nelle radure si è affermata la Molinia (Molinia coerulea e M. arundinacea). Queste formazioni boschive sono in fase di deperimento.

Elementi da valorizzare: le aree boscate (anche se degradate) e l’avifauna ad esse legate; l’area a prato, immediatamente ad est del Ricetto; orografia favorevole ad un agevole attraversamento del territorio, eventualmente anche da parte di soggetti portatori di handicap.
Elementi negativi per il territorio: l’impianto per attività di estrazione ghiaia e sabbia nell’alveo del torrente Cervo, ad ovest; alcuni depositi di inerti; l’elettrodotto che attraversa l’area da sud a nord-ovest; il centro commerciale a nord, a ridosso della strada provinciale; lo stato di “degrado forestale” in cui versano molte aree boscate, con piante morte, tante altre deperenti ed in precarie condizioni fitosanitarie; la presenza dell’asse stradale di grande percorrenza al margine nord dell’area; la via dei Molini, strada asfaltata che costituisce una cesura tra l’area a prato ed il Ricetto. Oltre a quanto elencato, è in progetto il nuovo raccordo autostradale che, passando ad est di Candelo, dovrebbe collegare Carisio a Biella, con un grande svincolo sulla Provinciale, all’altezza di Vigliano Biellese.

Proposte Progettuali:

1.    Miglioria forestale delle aree boscate che preveda la pulizia della vegetazione infestante (Rovi soprattutto), il diradamento fitosanitario di alberi ed arbusti, la messa a dimora di 1.800 piantine forestali di specie autoctone nelle radure così create, l’ampliamento dell’area boscata ad ovest per 3.400 m² con 400 nuovi alberi. Contestuale riqualificazione dell’Itinerario verde n. 5, lungo la Roggia Marchesa con realizzazione di staccionata in legno e sistemazione del tracciato nei punti in cui risulta sconnesso.

2.    Riqualificazione a verde ornamentale delle pertinenze del Ricetto per una superficie complessiva di 3.447 m² da impiantare con la specie tappezzante Lonicera (Lonicera pileata ‘Moss’). L’intervento ha funzione antierosiva di consolidamento del terreno, di riduzione dei costi di manutenzione dell’area, di esaltazione della mole del Ricetto sul territorio circostante. Inoltre, si prevede la ripulitura delle mura da ogni specie vegetali insediatasi (Edera ed arbusti).

3.    Realizzazione di un’area spettacoli con anfiteatro (superficie complessiva: 5.100 m²) nella grande area ad est del Ricetto. L’intervento prevede da un lato di sfruttare la naturale giacitura ad anfiteatro del terreno; dall’altro, di realizzare un terrapieno ai margini, lungo via dei Molini, che concorrerà anche a mitigare l’impatto visivo delle abitazioni a nord. Al fine di minimizzare l’impatto dell’intervento, è prevista la posa di sedute in legno, fissate nel terreno tramite pali in legno. Anche il palco sarà in legno, modulare, così da risultare adattabile a diverse esigenze. La struttura è destinata ad ospitare concerti, spettacoli e manifestazioni all’aperto. Per migliorare il collegamento tra anfiteatro e Ricetto, si è pensato di realizzare una passerella pedonale in legno lamellare, riprendendo il disegno di antichi ponti medioevali di cui esistono tracce anche nel biellese (ad esempio il Ponte della Babbiera, a Trivero), con il profilo dei parapetti a sesto acuto ed arcata a sesto tondo. A completamento dell’intervento, lungo i margini superiore ed inferiore dell’anfiteatro, si metterà a dimora una fila discontinua di parallelepipedi vegetali costituiti da Carpino bianco (Carpinus betulus) modellato secondo i canoni dell’ars topiaria e che richiami il “teatro di verzura” della grande tradizione giardinieristica italiana. Ai margini dell’area si ricaveranno attrezzature per servizi: in particolare, un parcheggio alberato con pavimentazione drenante, all’interno del quale troveranno collocazione 126 aiuole grandi quanto un posto auto e una struttura di servizio per camerini, servizi igienici, magazzino per scenografie ed altro materiale.

4.    Un’ulteriore proposta di ricaduta più ampia rispetto all’area di progetto riguarda la realizzazione di un impianto-pilota per il riscaldamento di edifici pubblici con caldaia alimentata a cippato di legna nella Scuola Media locale. Al proposito, va verificata la concreta fattibilità di dettaglio in base alle superfici boscate disponibili, alla quantità di legna ottenibile ciclicamente con una gestione equilibrata, alla accessibilità a finanziamenti per la coltivazione di biomasse.

L’auspicio è che, da queste proposte progettuali, la riqualificazione si estenda con un effetto “a volano” ad altre porzioni di territorio contigue fino a raggiungere l’alveo del torrente Cervo, ritenuto uno dei punti più critici dal punto di vista del recupero ecologico, paesaggistico ed ambientale dell’intero comprensorio e sul quale, per altro, risulta siano già in essere attività progettuali specifiche.


 
 
 
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