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La tradizione gastronomica di Avigliana, si rifà alla sua posizione geografica: trovandosi tra il diume Dora Riparia e i due laghi di origine glaciale i piatti caratteristici sono dunque a base di pesci di acqua dolce.
La storia ci ricorda che il 17 luglio 1809 Papa Pio VII, con un sguito di cardinali, viene tradotto prigioniero in Francia da Napoleone I. La carovana che scortava i prigionieri fece tappa in Avogliana in una casa, e precisamente al numero 4 di via San Pietro. In tale occasione venne offerto un pranzo a base di pesce pescato nei laghi cittadini.

Fino agli anni venti del nostro secolo si pescavano circa 70 quintali all'anno tra tinche, carpe, anguille, alborelle, scardole, pece persico; oltre al laghi la Dora Riparia offriva una notevole quantità di trote.
Quasi tutti i ristoranti di Avigliana hanno una specialità di pesce che vanno dalle trote della Dora al burro ai filetti di pecse persico dorato, dalle tiche in carpione alle alborelle fritte.
La gastronomia aviglianese è quindi cafratterizzata principalmente dal pesce, ma le montagne che caratterizzano comunque il paesaggio cittadino offrono anche alcune varietà di selvaggina, senza contare la presenza di cinghiali.

Ricette tipiche

 
 
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